Caramella perduta
Casa ritrovata
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Barcellona, 2025
Situata in Passeig de Gràcia 43, nel quartiere Eixample di Barcellona, Casa Batlló è una delle tappe più gettonate dai turisti di tutto il mondo. Dal 2005 fa parte del Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO, e solo tre anni prima era stata aperta al pubblico in coincidenza con l'Anno Internazionale Gaudí, che celebrava il 150° anniversario della nascita dell'architetto catalano che la costruì.
Oggi l’opera di Antoni Gaudí accoglie 1,57 milioni di visitatori ogni anno (2023), generando ricavi per più di 56 milioni di euro, con un aumento del 54% rispetto all’anno prima. Gli utili di questa impresa – la sua proprietà è infatti privata e non pubblica – sono arrivati negli ultimi anni a quasi 23 milioni (dati El nacional).
La magnifica casa in stile modernista catalano appartiene alla holding Bernat Family Office, gestita dai cinque fratelli Bernat Serra, figli di Enric Bernat, che l’acquistò negli anni Novanta dopo il suo successo imprenditoriale grazie a una caramella ancora oggi molto famosa.
Barcellona, 1904
Josep Batlló i Casanovas era nato nella Barcellona di metà Ottocento in una famiglia borghese. Com’era normale, si sarebbe sposato con un’altra appartenente dell’alta borghesia catalana dell’epoca, Amàlia Godó i Belaunzaran, figlia di Bartomeu Godó i Pié, politico e uomo d’affari che, tra le altre cose, fondò insieme alla famiglia uno dei quotidiani più famosi in Catalogna ancora oggi, La Vanguardia.
A inizio Novecento, Josep Batlló aveva deciso di fondare una società insieme a un socio e diventare un imprenditore tessile di successo. Fu nel 1904 che commissionò a un architetto già molto apprezzato nel contesto catalano, Antoni Gaudí, la ristrutturazione totale della casa che aveva comprato quattro anni prima su Passeig de Gràcia, una zona della città status symbol per la borghesia barcellonese.
L’edificio, costruito da Emili Sala i Cortés professore alla Scuola di Architettura di Barcellona dello stesso Gaudí, doveva essere inizialmente demolito secondo il volere di Josep Batlló, e ricostruito completamente. Gaudí però lo convinse a mantenere tutto e a riformare solo la facciata. Anni più tardi, l’intervento di restauro andò molto oltre, prevedendo una profonda riorganizzazione degli spazi - con maggiore ventilazione e illuminazione naturale –, l’aggiunta di due piani e la ristrutturazione del sottotetto e del tetto.
Casa Batlló diventò uno dei fiori all’occhiello di Passeig de Gràcia, nonostante il progetto venne fortemente contestato dalle autorità municipali dell'epoca.
Barcellona, 1906
Alla fine del 1906 Josep Batlló fece richiesta al Consiglio comunale di Barcellona per avere il permesso di affittare gli appartamenti della casa. Era usuale che i grandi edifici come Casa Batlló diventassero case in affitto, in cui i proprietari vivevano al piano principale, e gli inquilini negli altri.
Iniziò così un susseguirsi di locatori, che occuparono principalmente il piano terra dell’edificio modernista: tra i primi ci fu la casa cinematografica francese Pathé Frères, che rimase fino al 1921 per lasciare poi spazio alla drogheria Martignole, che resistette fino a poco prima della guerra civile spagnola. Al quarto piano invece, tra il 1930 e la fine del secolo, ebbero la loro attività i Laboratori Roca de Viñals, dedicati alle analisi cliniche. Molto più avanti, nel 1942, la società di produzione e distribuzione cinematografica Chamartín si trasferì al piano principale, dove produceva cartoni animati. Negli stessi anni, al piano terra si trovava la Galleria d'Arte SYRA.

Durante la guerra civile spagnola, la casa venne confiscata alla famiglia Batlló che si trasferì momentaneamente in Italia. Alla morte di Amàlia Godó, l’edificio passò in mano agli eredi che nel 1954 lo vendettero alla compagnia assicurativa Iberia de Seguros.
Barcellona, 20 ottobre 1923
Enric Bernat Fontlladonosa nacque a Barcellona il 20 ottobre del 1923, quando mancavano più di dieci anni alla morte di Josep Batlló. La sua era una famiglia di pasticceri da tre generazioni: suo nonno, Josep Bernat, era stato il primo pasticcere a produrre caramelle in Spagna. La sua carriera quindi, non poteva che iniziare proprio dalla pasticceria di casa.
Negli anni Cinquanta decise però di aprire una sua attività, la Productes Bernat, insieme a quella che sarebbe diventata sua moglie, Núria Serra, figlia di un'altra famiglia di pasticceri della città. La fabbrica di dolciumi dei Bernat acquisì dopo pochi anni anche un’azienda asturiana di prodotti a base di mela, la Granja Asturias. Proprio a questa impresa, Enric decise di destinare un nuovo prodotto che aveva ideato tra il 1956 e il 1957: una caramella che potesse essere tenuta su un bastoncino. Il motivo? Perché i bambini sono i maggiori consumatori di caramelle, con cui si sporcano sempre molto le mani.
Per garantirsi la redditività del prodotto, Enric acquisì tutti i brevetti che potevano comprendere la sua invenzione. Iniziò poi a comprare il legno per i bastoncini e a noleggiare i macchinari per produrre queste caramelle. Istituì infine un sistema di auto-distribuzione creandosi una compagnia commerciale, e fissò un prezzo alto per il prodotto: questo doveva rendere l’idea della sua qualità.
La nuova impresa di Bernat nacque con il nome Chups e venne lanciata con sette gusti diversi identificati da incarti colorati.
Barcellona, 1961
Enric voleva che il suo progetto arrivasse lontano, per questo iniziò a pensare ai mercati esteri e decise che c’era bisogno di un logo che fosse internazionale: commissionò all’artista surrealista catalano Salvador Dalí, sotto un compenso milionario, quello che sarebbe diventato uno dei loghi più famosi al mondo.
Dal 1961 il nome della caramella inventata da Bernat divenne definitivamente Chupa Chups, dal verbo spagnolo chupar, succhiare. Da lì in poi, avrebbe fatto il giro del mondo con il suo primo slogan:
"È rotondo e dura a lungo, Chupa Chups".
Barcellona, anni Novanta
Dagli anni Cinquanta, Casa Batlló era diventata sede della Iberia de Seguros, la quale effettuò alcuni restauri all’edificio ormai datato. A causa di alcune difficoltà finanziarie, la compagnia assicurativa provò a vendere l’edificio, ma per via della crisi del mercato immobiliare, questo rimase in vendita per anni.
Il successo di Enric Bernat con Chupa Chups fu così straordinario che il pasticcere iniziò a diventare anche un imprenditore. Negli anni Ottanta cercò di acquisire la compagnia assicurativa Iberia de Seguros, per poter finanziare una nuova banca d’investimento, ma senza esito. Ne diventò presidente solo nel 1991, quando comprò il 22.5% della compagnia, per poi assumerne il controllo totale l’anno successivo. Per salvare l’opera di Antoni Gaudí e la stessa compagnia, la famiglia Bernat acquistò Casa Batlló.
Nel 1991 Enric cedette il controllo formale di Chupa Chups al figlio Xavier, uno dei cinque eredi nati dal matrimonio con Núria. Morì il 27 dicembre 2003 nella sua casa a Barcellona, a 80 anni. Solo un anno prima, il suo gruppo aziendale aveva realizzato un fatturato di 501 milioni di euro.
Tre anni dopo la sua scomparsa, i fratelli Bernat vendettero l’azienda Chupa Chups al gruppo italo-olandese Perfetti van Melle, che detiene il marchio ancora oggi. Secondo El Nacional, Perfetti van Melle comunicò di aver pagato 400 milioni di euro per l’azienda catalana, ma Xavier Bernat dichiarò pubblicamente che non avrebbero mai venduto per quella cifra. Quasi 20 anni dopo, il prezzo esatto è ancora sconosciuto.
Il Chupa Chups di Enric Bernat è stato il primo lecca-lecca a essere mangiato nello spazio, nel 1995 a bordo della sonda Mir.
Barcellona, 19 giugno 2025
Il 19 giugno 2025, i social di Casa Batlló hanno annunciato il ritorno alla luce - dopo un secolo - della facciata posteriore e del cortile segreto della celebre casa modernista di Antoni Gaudí. Per la prima volta, il retro dell’edificio si mostra nel suo aspetto originale progettato dall’architetto, e non secondo i restauri parziali degli anni passati.
L’ultimo restauro, durato più di un anno e guidato da Gary Gautier, Ceo di Casa Batlló, ha dato la possibilità di ritrovare quel cortile che Gaudí aveva pensato come un piccolo giardino sospeso, dedicato al relax della famiglia Batlló.
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