Verità perduta
Orsetto ritrovato
Benvenuti su Storie perdute, la newsletter che due volte al mese racconta storie che meritano di essere raccontate. E che molto spesso sono state dimenticate.
Mississippi, 1902
Nel 1901 Theodore Roosevelt venne eletto come 26° Presidente degli Stati Uniti d’America, diventando così la persona più giovane ad aver ricoperto questa carica. L’uomo aveva all’epoca 42 anni.
Al suo secondo anno di mandato, Roosevelt si trovò a essere protagonista di un fatto curioso, che avrebbe reso il suo soprannome immortale.
Nel 1902, durante una battuta di caccia in Mississippi, il Presidente si trovò di fronte a un cucciolo di orso bruno, ferito e legato a un albero dai suoi assistenti, pronto per essere ucciso. Roosevelt, indignato, si rifiutò di sparare all’animale, giudicando la situazione non sportiva, ma ordinò comunque che l’orso fosse abbattuto per porre fine alle sue sofferenze.
L’episodio finì su molti giornali e gli americani si affezionarono subito a quel piccolo orso, che venne soprannominato “Teddy Bear”, l’orso Teddy, da Theodore.

Quando il fumettista satirico Clifford K. Berryman disegnò una caricatura in cui il Presidente si allontanava dall’orsetto legato, i lettori si innamorarono di quel fumetto così tanto che il vignettista continuò a inserirlo nei suoi disegni, rendendolo sempre più “piccolo, rotondo e carino”. Roosevelt stesso gli scrisse per elogiarne la simpatia.
Poco dopo quell’avvenimento, l’uomo d’affari e inventore Moris Michtom e sua moglie Rose – originari dell’est Europa – misero nella vetrina del loro negozio di caramelle al 404 di Tompkins Avenue a Brooklyn, un orsetto di peluche con un cartello che recitava "L'orso di Teddy".
La coppia, che di notte realizzava peluche, aveva creato quell’orsetto ispirandosi proprio ai disegni di Berryman. Pare che marito e moglie dichiararono di avere il permesso scritto dallo stesso Presidente Roosevelt.
Il successo della loro invenzione fu tale che nel 1903 i Michtom fondarono una fabbrica di giocattoli: la Ideal Toy Company sarebbe diventata, durante l'era del baby boom post-seconda guerra mondiale, la più grande azienda produttrice di bambole negli Stati Uniti. Oltre che per molti pupazzi popolari all’epoca, diventerà nota anche per la vendita del cubo di Rubik negli anni Ottanta.
Nel 1904 la fama del “Teddy Bear” era diventata così grande che quello stesso orsetto fu scelto come mascotte per la campagna presidenziale di Roosevelt.
Quando Moris Michtom nel 1902 aveva dato vita al fortunato peluche, non sapeva – probabilmente – che dall’altra parte del mondo, a Giengen an der Brenz in Germania, Richard Steiff, nipote della produttrice di giocattoli tedesca Margarete Steiff, aveva sviluppato il primo orso di peluche, che aveva braccia e gambe mobili, e sarebbe stato conosciuto per sempre come il modello 55 PB.
Giengen an der Brenz, Germania, 24 luglio 1847
Quando Margarete Steiff nacque era la terza figlia di Friedrich e Maria Margarete Steiff, e nessuno sapeva che da lì a 18 mesi avrebbe contratto una forte febbre che l’avrebbe lasciata paralizzata.
La poliomielite non riuscì a sconfiggere il carattere allegro della bambina, né a pregiudicare i suoi voti a scuola e il suo talento nell’organizzazione. Margarete quando poteva giocava con i bambini della sua zona, e si prendeva cura dei figli delle madri che dovevano lavorare.
Tra operazioni alle gambe e terapie, Margarete riuscì a frequentare la scuola di cucito, nonostante i suoi genitori fossero contrari alla scelta. Le difficoltà dovute alle paralisi erano diverse, ma la ragazza riuscì a diventare presto una brava sarta.
Forse per questo Friedrich Steiff ristrutturò una casa in Ladergasse e vi aprì una sartoria per lei e la sorella: gli ordini arrivarono presto e le ragazze divennero le prime in paese a potersi permettere una macchina da cucire. La sedia a rotelle non permetteva a Margarete di utilizzarla normalmente, ma questo non la fermò: imparò a cucire dalla parte posteriore del macchinario, diventando rapidamente molto produttiva.
L’impresa iniziò a ingrandirsi nel 1877 quando un cugino consigliò alle sorelle di aprire un negozio di feltro: presto nella piccola azienda vennero assunte stabilmente diverse sarte, che si occupavano di produrre capi di abbigliamento e articoli per la casa cuciti a mano.
Giengen an der Brenz, Germania, 1879
Sfogliando una rivista di moda nel 1879 Margarete Steiff si lasciò ispirare: insieme alle sue sarte realizzò un puntaspilli a forma di elefante da vendere al mercatino di Natale di Heidenheim. Questo "Elefäntle" era il primo animale di stoffa imbottito. Non a caso, perse presto il suo scopo originale diventando un giocattolo per bambini molto popolare.

Il successo fu incredibile: nel 1881 il fratello di Margarete vendette a Heidenheim diciotto di questi elefanti, cinque anni dopo ne furono venduti più di cinquemila. La Margarete Steiff GmbH nel 1886 acquistò feltro per 1.460 marchi, che divennero 5.070 quattro anni dopo. Entro il 1890 la gamma di prodotti fu ampliata a sette animali diversi.
Il primo catalogo Steiff illustrato e pubblicato nel 1892 aveva 32 pagine, di queste, 22 erano dedicate ai giocattoli e mostravano un totale di 256 animali di stoffa. Nel catalogo era presente anche il motto di Margarete:
“Per i bambini solo il meglio è abbastanza”
Mondo, 1893
Negli anni successivi la Margarete Steiff GmbH non accennò a fermarsi: nel 1893 l’azienda si presentò per la prima volta alla fiera del giocattolo di Lipsia e venne inserita nel registro commerciale come fabbrica di giocattoli; nel 1895 iniziarono i rapporti commerciali esteri, tra questi vi era anche il celebre negozio londinese Harrods; nel 1897 entrarono in azienda anche i cinque nipoti Richard, Paul, Franz, Hugo e Otto; nel 1901 il giocattolo che aveva dato tutta quella fama all’azienda fu esportato negli Stati Uniti, arrivando a vendere più di 180.000 marchi.
Se l’elefante era stato l’animale fortunato per Margarete, nel 1902 ne sarebbe arrivato un altro a cambiare le sorti dell’azienda. Richard Steiff, nipote creativo e particolarmente amato dalla donna, aveva frequentato la scuola di arti e mestieri a Stoccarda, dove spesso si era recato allo zoo di Nill per sedersi davanti al recinto degli orsi a disegnare. Quegli stessi schizzi divennero la base per l’orso Steiff 55 PB (peluche mobile) alto 55 cm, in pelliccia di mohair ispida, sviluppato da Richard.

L’orsacchiotto fu presentato per la prima volta l’anno successivo alla fiera di Lipsia, riscontrando un limitato interesse. Ma proprio quando la fiera stava per volgere al termine, Hermann Berg, fratello del compositore Alban Berg e responsabile acquisti di Geo. Borgfeldt & Co., ordinò 3.000 pezzi al prezzo di 8 marchi l’uno.
Quando Richard Steiff nel 1902 aveva dato vita al fortunato peluche, non sapeva – probabilmente – che dall’altra parte del mondo, a Brooklyn negli Stati Uniti d’America, Moris Michtom, uomo d’affari e inventore, aveva creato il primo orso di peluche, che avrebbe messo in vetrina con un cartello che recitava "L'orso di Teddy".
Mondo, 2024
L’orsacchiotto di peluche è diventato da inizio Novecento uno dei giocattoli più celebri al mondo. L’orso di Richard Steiff ha consacrato il marchio Steiff a livello mondiale.
Il fratello di Margarete nel 1904, a un anno dal boom dei Teddy bear, registrò il marchio “Knopf im Ohr” – bottone nell’orecchio –, che ha protetto i prodotti Steiff dalle imitazioni fino al 2014. Il bottone che viene citato era originariamente decorato con un elefante, ma negli anni venne sostituito dall’iscrizione “Steiff”.
Nel 1907 il numero di orsacchiotti cuciti era di 973.999. I dipendenti Steiff in azienda erano 400, i lavoratori a domicilio 1.800. Tutti loro produssero un totale di circa 1.700.000 giocattoli.
Margarete Steiff morì di polmonite il 9 maggio 1909. Aveva 61 anni ed era circondata dalla sua famiglia.

L’azienda Steiff ha continuato a operare nello spirito della sua fondatrice, ampliando la gamma di giocattoli e peluche.
Nel 1953 è stato festeggiato il 50° anniversario del Teddy bear.
Per celebrare il 100° anniversario dell’azienda nel 1980 è stato inaugurato il Museo Steiff a Giengen an der Brenz.
Dal 2003 è possibile visitare la casa natale di Margarete Steiff.
Steiff continua a esistere ancora oggi.
Ogni storia ha dentro tante storie, se questa ti è piaciuta particolarmente, questi sono 3 consigli per te:
Scopri la storia del Teddy bear dei Michtom
Approfondisci la storia della Ideal Toy Company
Hai un consiglio per Storie perdute? Hai una storia perduta da consigliare?





